La quota è l’origine stessa della scommessa. Per un evento dato, il bookmaker sta per proponere una quota per l’insieme dei risultati possibili. Al calico, sta per offrire 3 quote, una per l’ “1” (vittoria a casa), una per il X (pareggio) e una per il “2” (vittoria fuori casa). Per una partita di tennis, sta per proponere due quote (nessun pareggio). Una quota di 3.0 deve essere letto cosi : “3 contro 1”. Cioè se scommetti 1 euro, vincerai 3 euro (3 volte la puntata). Ed il tuo beneficio netto sarà di 2 euro (3 euro di guadagni, meno la puntata di 1 euro di partenza). Se perdi la scommessa, perdi la puntata di 1 euro. Più la quota è alta, più hai chance di vincere molto, ma se una quota è alta questo vuole dire che il bookmaker ha stimato che il risultato fosse poco probabile. Pero, una quota bassa non basta ad essere sicurissimo del risultato, anche come una quota alta non assicura un’uscita totalmente improbabile. Ciascuno deve fare la propria analisi sul incontro, e deve scommettere secondo la sua analisi e non solo secondo la quota offerta dal bookmaker. Quando si gioca un sistema (scommessa multipla) , le quote devono essere molteplicate tra di loro per ottenere la quota totale (concretamente, bisogna molteplicare le quote e non addizionarli !)